Il lago di Capo d’Acqua, un’Atlantide sommersa
A 15 minuti di auto dal Bed and Breakfast Abruzzo Segreto, alle pendici del Gran Sasso, c’è un lago artificiale che nasconde un’antico paese!
A pochi chilometri da noi c’è un luogo sommerso che chiamano “la piccola Atlantide d’Abruzzo”. È illago di Capo d’Acqua, un bacino artificiale alle pendici del Monte Scarafano, sulGran Sasso, costruito per creare un sistema di irrigazione che alimenta una centrale idroelettrica. L’invaso forma un affascinante lago di altura.
Quando nel 1965 fu realizzata la diga per sbarrare il corso superiore del Tirino, vicino a Capestrano (Caput Aquae) alcuni terreni furono sommersi, insieme ad alcuni edifici utilizzati dai contadini. Esisteva, infatti, anticamente un mulino appartenuto a una famiglia di Capestrano e un colorificio, costruiti in prossimità della sorgente di Capo d’Acqua. Il colorificio è oggi ancora visibile in superficie, mentre il mulino, grande circa 400 metri quadrati, ècompletamente immerso nelle acque cristalline del lago. Incredibilmente è ancora in ottimo stato di conservazione, tanto che si possono riconoscere le pale che azionavano le macine e le antiche tecniche costruttive. Ben visibili sono i resti di due arcate, le porte e le finestre.
Sempre sommerso c’è un altro mulino un po’ più piccolo, che è stato danneggiato dal terremoto del 2009, ma che resta il più bello, perché sono ancora visibili diverse strutture e ambienti. Intatto è rimasto ilselciato dei viottoli antichiche un tempo era percorso dai contadini con il loro carico di grano. Una sorta di strada che porta ad Atlantide.
Poiché la temperatura dell’acqua, alimentata dalle sorgenti di montagna, è fredda e costante – intorno ai 10°C tutto l’anno -, non si sono formate alghe né piante lacustri ela visibilità per chi si immerge è ottima. Sì perché i mulini sommersi del lago di Capo d’Acqua sono unospot di immersione ambitissimoper gli appassionati sub di tutto il mondo. Alcune riviste specializzate inseriscono questo luogo tra i migliori siti di immersioni del pianeta, insieme alMar Rossoe alla Grande Barriera Corallina australiana. Lo scenario in cui si trovano i sommozzatori, infatti, è unico, avvolto nella meravigliosa cornice del Parco Nazionale del Gran Sasso.
La protezione ambientale prevista dal parco vieta le altre attività come lo snorkeling o anche solo la balneazione, l’unica attività concessa è quella subacquea organizzata dalla scuola sommozzatoriAtlantide, unica detentrice delle autorizzazioni per le immersioni guidate che gestisce il lago e che garantisce un minor impatto sulla tranquillità della fauna che viene a svernare nel lago durante le migrazioni.
Tratto daSiViaggiare
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